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L’OSTEOPOROSI:prevenzione e terapia

L’osso è un enorme serbatoio di calcio ma non è una struttura inerte, viene continuamente “rimodellato” durante la nostra vita.

Queste modifiche continue hanno lo scopo di rendere le ossa più adatte a rispondere alle esigenze funzionali durante ogni fase del ciclo vitale.

Nelle zone in cui si necessita maggior robustezza verranno create nuove cellule ossee, mentre là dove il tessuto viene alleggerito verranno demolite cellule ossee.

I processi di calcificazione e di riassorbimento avvengono parallelamente sullo stesso osso ma in zone diverse.

A questo proposito i protagonisti più importanti sono:

  • gli osteoclasti (che hanno azione ricostruttiva)

  • gli osteoblasti (che hanno azione demolitiva).

Nel corso della vita, l’azione di queste due tipologie cellulari non è sempre in equilibrio, per cui mentre nel bambino domina l’azione dell’osteoblasta su quella dell’osteoclasta, nel processo di invecchiamento il processo distruttivo domina su quello costruttivo.

La perdita di tessuto osseo a causa dell’azione demolitrice degli osteoclasti viene ritenuta fisiologica (ovvero non in grado di creare un danno potenziale all’organismo) se non supera un determinato valore di limite.

Tuttavia, dopo la menopausa, il cambiamento dell’assetto ormonale femminile può accelerare questo meccanismo fisiologico, causando una perdita patologica di calcio dall’osso e determinando alterazioni strutturali all’interno del tessuto osseo, causando così osteoporosi.

Benchè più rara, l’osteoporosi può verificarsi anche nel sesso maschile seppur in età più avanzata.

Questa patologia è silenziosa, non dà infatti sintomi particolari se non quando causa frattura da fragilità, anche per trauma lievi o persino spontanee: le sedi che più frequentemente sono coinvolte sono le coste, le vertebre, il polso, il femore.

ESAMI STRUMENTALI:

il principale esame strumentale che viene eseguito per l’analisi della densità ossea è il MOC

l’acronimo sta per Mineralometria Ossea Computerizzatae viene fatta a livello della colonna e del femore quantificando così la densità minerale ossea e fornisce informazioni sul ‘serbatoio di calcio’ che il nostro osso presenta.

Il dato densitometrico ottenuto va sempre associato a un’attenta analisi dei fattori di rischio che predispongono alla frattura e agli esami di sangue inerenti il metabolismo osseo, prima di valutare se sia necessario intraprendere una terapia ricalcificante.

FATTORI DI RISCHIO:

  • Familiarità

  • Menopausa precoce

  • Assunzione di farmaci osteopenizzanti

  • abitudine tabagica

  • Abuso di alcool

  • Eccessiva magrezza

  • Inattività fisica

  • Deficit degli ormoni sessuali

  • Malattie intestinali croniche

PREVENIRE L’OSTEOPOROSI:

Un corretto stile di vita aiuta a prevenire l’osteoporosi per cui tutti dovremmo:

  1. fare regolarmente attività fisica moderata

  2. introdurre quantità adeguate di calcio e vitamina D con la dieta (cibi e acque arricchite di calcio)

  3. mantenere il peso corporeo nei limiti della norma

  4. evitare eccessi di alcool e di caffè.

  5. abolire il fumo di sigaretta.

E’ inoltre opportuno, dopo una certa età, adottare tutte le precauzioni necessarie per evitare le condizioni favorenti il trauma e la caduta:

  1. Usare scarpe morbide e con suola non scivolosa

  2. Non spostare o sollevare peri eccessivi

  3. Non usare tappeti piccoli in bagno o scendiletto in camera

  4. Usare tappetini antisdrucciolo nella vasca o nella doccia

  5. Fare ginnastica dolce e potenziamento della muscolatura paravertebrale e glutea

  6. Controllo pressione, vista e udito.

TERAPIA DELL’OSTEOPOROSI:

Attualmente sono disponibili numerose possibilità terapeutiche per la cura dell’osteoporosi:

Alcuni farmaci hanno un meccanismo “anabolizzante” e agiscono pertanto sull’osteoclasta stimolando la “ricostruzione” ossea.

Altri hanno invece un meccanismo “antiriassorbitivo”che agisce principalmente sull’osteoblasta bloccando la perdita di massa ossea.

La scelta della tipologia del farmaco dipende dall’analisi di diversi aspetti clinici, di laboratorio e dalla stima di un rischio di frattura che varia in funzione della gravità della situazione.

Qualunque sia la terapia adottata, è sempre necessaria la consensuale somministrazione di calcio e vitamina D affinchè il farmaco funzioni adeguatamente.

Regolari controlli laboratoristici e successivamente la ripetizione dell’esame MOC permettono di documentare l’efficacia del trattamento intrapreso e valutare eventuali variazioni terapeutiche.

E’ bene pertanto ricordare che l’osteoporosi è una condizione curabile e la frattura da fragilità è una complicanza prevenibile con un adeguato stile di vita, regolari controlli medici e eventuali supporti farmacologici appropriati.


Bibliografia

  • Reyes C et al. Osteopor Int 2014; 25: 1751-58
  • Adami S et al. Osteoporosis Int 2009; 20: 239-44.

L’autore

Dott.ssa Alessandra Ghinoi 
Medico Chirurgo, specialista in Reumatologia presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e Medico Omeopata.

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